Blefaroplastica non Ablativa

Senza aghi, senza punti, senza incisioni e senza dolore


Blefaroplastica Dinamica non Ablativa.
Blefaroplastica senza intervento chirurgico?
Oggi è possibile.
Molte persone affette da quell’eccesso di pelle alle palpebre che conferisce allo sguardo un’aria stanca e “datata”, evitano di affrontare l’intervento di blefaroplastica per paura sia di affrontare una anestesia sia di andare incontro alle possibili complicanze conseguenti all’intervento tradizionale.
Dalle più banali “orecchie di cane”, alla asimmetria tra i due occhi, alle cicatrici ipertrofiche e cheloidi fino al lagoftalmo e ai danni irreversibili al visus, come riferito dalla stampa nazionale e estera degli ultimi giorni.(Animazione: foto 1 = eccesso di cute  foto 2 = risultato a 28 giorni)
Pericoloso sarebbe utilizzare la radiofrequenza del radiobisturi in quanto trova un percorso preferenziale nel nervo ottico per scaricare verso l’elettrodo di massa; la luce del laser (diffusa, diffratta, riflessa, condotta e assorbita) non è certamente meno rischiosa.La blefaroplastica non ablativa, come dice lo stesso nome, non ricorre al bisturi o al laser per rimuovere la cute in eccesso, evitando così tutti i rischi dell’intervento tradizionale.

“Chirurgia non Ablativa della regione periorbitaria”: Anti aging dei tessuti perioculari senza usare infiltrazioni di materiale estraneo (no filler). - Blefarolifting non Ablativo, per chi deve correggere minimi cedimenti o piccole pliche palpebrali. - Blefaroplastica non Ablativa (senza ricorrere al bisturi). - Blefaroplastica semi ablativa, per correggere grandi eccessi di tessuto palpebrale. - Lifting dei solchi palpebrali, del solco lacrimale e del sopracciglio; senza fili e senza incisioni. - Correzione non Ablativa della Blefarocalasi e del Lagoftalmo - Correggere la commessura mediale della porzione nasale delle palpebre degli orientali. - Trattamento non chirurgico delle rughe periorbitarie. - Trattamento degli Xantelasmi - Trattamento delle neoformazioni palpebrali benigne.Questa tecnica di Blefaroplastica viene definita “Dinamica” in quanto permette all’operatore di invitare il paziente ad aprire e chiudere gli occhi durante il trattamento, mettendo così in evidenza le pliche di cute ancora da trattare.(foto a sinistra = stessa paziente dell'animazione di sopra fotografata col cellulare ad anni di distanza e con gli occhi aperti, si noti la distanza tra le ciglia e la plica palpebrale che ad cchio aperto dovrebbe essere minore. - L'iride è stata volutamente coperta per la privacy anche se la paziente ha autorizzato l'uso delle sue foto.)Questa tecnica di Blefaroplastica viene definita “non ablativa” in quanto si effettua senza incidere, senza asportare cute in eccesso, senza asportare grasso e senza modificare il muscolo orbicolare delle palpebre.
L’intervento di Blefaroplastica dinamica non ablativa si effettua eliminando i corneociti per sublimazione.
Ricordiamo che per sublimazione si intende il passaggio diretto dallo stato solido a quello gassoso o aeriforme.
 Si opera intervenendo mediante piccoli spot effettuati con un Plexr ciascuno di 500 micron distanziati tra loro per consentire, appena terminata la seduta, la perfetta plasticità del movimento palpebrale.

Ciascuno di questi spot, sublima i corneociti superficiali senza coinvolgere la lamina basale e senza causare sanguinamento e, cosa più importante senza causare alcun danno necrotico ai tessuti circostanti e sottostanti.

Come per tutti gli interventi di Blefaroplastica non ablativa, non si hanno cicatrici o asimmetrie, il colorito rosato della parte trattata, visibile al controllo effettuato 28 giorni dopo, si normalizza nei giorni successivi e, come evidente dalle foto, non si ha abbassamento del sopracciglio che conferirebbe il classico aspetto triste dello sguardo classico del post blefaro tradizionale.
Un ulteriore vantaggio è quello di non causare mai lagoftalmo o quell’eccessiva apertura degli occhi che da allo sguardo quell’aspetto “spiritato”.Con la blefaroplastica non ablativa realizzata dopo anni di ricerca, oltre alla classica riduzione dell’eccesso di cute della palpebra superiore, si ottiene un accorciamento della cute in eccesso a livello perioculare esterno con conseguente scomparsa delle rughe d'espressione periorbitarie zigomatiche.
Se la parte trattata è particolarmente estesa si avrà un edema che comparirà la sera del giorno dopo e che durerà circa due giorni.
Per evitare questa evenienza, tutto sommato trascurabile rispetto ai vantaggi, è opportuno effettuare il trattamento in due o più sedute.
Comunque l’eventuale edema post trattamento, è facilmente gestibile effettuando sedute meno impegnative e può essere ridotto o evitato, applicando subito dopo la seduta delle sfere di metallo ghiacciate e ricoperte con pellicola trasparente.
Queste, andranno applicate delicatamente sulla parte trattata per ridurre anche quella piccola quantità di calore che residua durante il trattamento Plexr e che per una zona così sensibile potrebbe dare, il giorno dopo un lieve gonfiore alla parte.
Come per tutti gli interventi di chirurgia non ablativa effettuati sulle palpebre o vicino agli occhi, dovremo osservare le classiche precauzioni.
Se non necessario evitiamo di anestetizzare la parte, e, visto che non si ha sanguinamento non applichiamo alcun tipo di medicazione, tranne l'utilizzo di un collirio a base di benzalconio al solo scopo di disinfettare la parte.
Il paziente dovrà lavarsi come sempre, asciugare la parte tamponando con un fazzoletto di cotone, avendo l'accortezza di non strofinare.
Poi applicherà alcune gocce di collirio al benzalconio, non nell’occhio ma sulla parte trattata. PER LA PREPARAZIONE E IL TRATTAMENTO DOMICILIARE CLICCA CONSIGLI
La parte man mano che viene trattata dà già l’idea del risultato finale.
Infatti, appena terminato il trattamento, il paziente vede il risultato ottenuto e può riprendere immediatamente la propria attività.
L’operatore dovrà appoggiarsi sempre su un piano osseo per minimizzare eventuali movimenti repentini del paziente, intervenire sempre su piccole aree formando dei puntini disposti a triangolo ed intervallati l’un l’altro da una distanza uguale alla dimensione del punto di sublimazione fatto con il Plexr.
Dovrà alternare le aree trattate per permettere lo smaltimento dei vapori di sublimazione, utilizzare un aspiratore di fumi, far tenere sempre chiusi gli occhi al paziente, farli aprire e chiudere di tanto in tanto per valutare i punti di cute da trattare.Questo per ottenere un risultato esteticamente ottimale evidenziato dalla estrema naturalezza dello sguardo. Il risultato a tre mesi dalla seduta è eccellente e senza alcuna cicatrice o retrazione.
Non c’è alcun segno che possa far pensare che sia stato fatto un trattamento di blefaroplastica.
La paziente e stata felice di non aver avuto disagio nel post intervento se non un lieve gonfiore il giorno successivo.
Per evitare anche questo, consiglio di effettuare la blefaroplastica in più sedute.
In questo modo non si avrà nessun gonfiore e si potrà, da subito, uscendo dallo studio del medico, riprende la propria attività.
Una seduta tipo, dura al massimo dieci minuti e le crosticine puntiformi di meno di un millimetro cadranno dopo circa tre o, al massimo, sette giorni.

Oggi, finalmente, possiamo affermare che la Blefaroplastica Dinamica non Ablativa per Sublimazione, è sicuramente superiore alla chirurgia classica sia per lo splendido effetto estetico e funzionale, sia per l’azzeramento del disagio del paziente rispetto ai rischi e ai costi di intervento.

Questa tecnica realizzata per la prima volta dal prof. Giorgio Fippi Presidente della Società Italiana di Medicina Estetica e Chirurgia non Ablativa.
È realizzabile grazie ad uno strumento ultra maneggevole, senza fili, molto piccolo e alla portata di tutti: il Plexr.
Grazie a questo straordinario strumento, si possono risolvere con estrema facilità tutti gli inestetismi e le patologie cutanee palpebrali benigne, evitando di dover ricorrere al laser o al tradizionale bisturi che in alcuni casi esitano cicatrici e discromie. Da una idea del Prof. Giorgio Fippi, docente di Elettro-Laser Chirurgia. Presidente della Società Italiana di Medicina Estetica e Chirurgia non Ablativa (S.I.M.E.C.N.A.)
La definizione "Chirurgia non Ablativa" è una definizione antitetica (ossimoro) data dal suo ideatore per definire in modo volutamente provocatorio una Tecnica Innovativa destinata a rivoluzionare l'approccio terapeutico della Chirurgia Dermatologica ed Estetica.
Blefaroplastica Dinamica non Ablativa
Blefaroplastica senza intervento chirurgico?
Oggi è possibile!
(Clicca su: Tecnica, Consigli, Medicazione, Medici, Apparecchi)
Quando ho messo a punto, per la prima volta in assoluto, la Blefaroplastica non Ablativa, non avrei mai pensato che avrebbe avuto un così grande successo. 
Erano gli anni in cui la chirurgia tradizionale, grazie all'avvento del LASER, conseguiva successo e riconoscimenti internazionali. 
Io personalmente ero scettico perché, in effetti, cambiava solo il mezzo laser (non più bisturi o cauteri) ma tecniche e limitazioni (tira tira, si può usare solo poche volte perché la cute delle palpebre si assottiglia e rende impossibile ulteriori interventi) erano rimaste le stesse. 
Inoltre, effetti indesiderati ma frequenti quali "orecchie di cane”, asimmetria tra i due occhi, cicatrici ipertrofiche e cheloidi per non parlare del lagoftalmo e dei danni irreversibili al visus che riporta la stampa nazionale ed estera, mi spinsero a escogitare qualcosa di alternativo e innocuo. Oggi, gratificato dai risultati della mia idea di ottenere il massimo con il minimo disagio e con rischio zero, sono orgoglioso di aver formato oltre 1000 medici che in Europa quotidianamente applicano la mia tecnica. 
Ho formato un Gruppo di lavoro che nelle strutture affianco alla mia, si occupa di trovare delle soluzioni sempre più innovative e performanti che sono oggetto dei corsi base e di perfezionamento che nelle nostre strutture di viale della Marina si svolgono mensilmente e cui possono accedere, come sempre a titolo gratuito, i medici specialisti e non che desiderano approcciarsi a tecniche non invasive ma che danno risultati superiori alla Chirurgia tradizionale. 
Anche i medici che si sono perfezionati in Chirurgia non Ablativa ottenendo il Caduceo d'oro, grazie al loro impegno in questa disciplina, e importante che partecipino almeno a due corsi all'anno per apprendere (sempre a titolo gratuito) le nuove acquisizioni del Gruppo. 
Fondamentale per evitare qualsiasi effetto indesiderato, attenersi rigorosamente alle regole della Chirurgia non Ablativa (non iniettare anestetici, non utilizzare assolutamente cortisonici o farmaci, non avere mai sanguinamento, non applicare creme). 
Queste regole, è bene rilevarlo, non sono dovute a una presa di posizione del sottoscritto ma sono il risultato dell'osservazione di tanti "flop" di coloro i quali si sono discosti dalle regole d'oro della Chirurgia non Ablativa. 
Non mi permetterei mai di imporre a un collega una condotta terapeutica, ma esigo che, nel caso il medico utilizzi farmaci, creme, punturine anestetiche o cortisonici, parli della sua Chirurgia ma non dica di praticare la Chirurgia non Ablativa che tanto impegno ha richiesto al sottoscritto e ai medici del Gruppo di viale della Marina.

La "Chirurgia non Ablativa al Plasma" è proprietà intellettuale del dott. Giorgio Fippi.  
La metodica è validata da numerose pubblicazioni dello stesso ideatore e da quelle degli altri medici, ricercatori in importanti Università, che hanno pubblicato in Italia e all'estero ricerche comparative suffragate da esami istologici e clinici. www.cna.it.html
Con la blefaroplastica non ablativa realizzata dopo anni di ricerca, oltre alla classica riduzione dell’eccesso di cute della palpebra superiore, si ottiene un accorciamento della cute in eccesso a livello perioculare esterno con conseguente scomparsa delle rughe d'espressione periorbitarie zigomatiche.
Se la parte trattata è particolarmente estesa si avrà un edema che comparirà la sera del giorno dopo e che durerà circa due giorni.
Per evitare questa evenienza, tutto sommato trascurabile rispetto ai vantaggi, è opportuno effettuare il trattamento in due o più sedute.
Comunque l’eventuale edema post trattamento, è facilmente gestibile effettuando sedute meno impegnative e può essere ridotto o evitato, applicando subito dopo la seduta delle sfere di metallo ghiacciate e ricoperte con pellicola trasparente.
Queste, andranno applicate delicatamente sulla parte trattata per ridurre anche quella piccola quantità di calore che residua durante il trattamento Plexr e che per una zona così sensibile potrebbe dare, il giorno dopo un lieve gonfiore alla parte.
Come per tutti gli interventi di chirurgia non ablativa effettuati sulle palpebre o vicino agli occhi, dovremo osservare le classiche precauzioni.
Se non necessario evitiamo di anestetizzare la parte, e, visto che non si ha sanguinamento non applichiamo alcun tipo di medicazione, tranne l'utilizzo di un collirio a base di benzalconio al solo scopo di disinfettare la parte.
Il paziente dovrà lavarsi come sempre, asciugare la parte tamponando con un fazzoletto di cotone, avendo l'accortezza di non strofinare.
Poi applicherà alcune gocce di collirio al benzalconio, non nell’occhio ma sulla parte trattata.Questa tecnica di Blefaroplastica viene definita “Non Ablativa” in quanto si effettua senza incidere, senza asportare cute in eccesso, senza asportare grasso e senza modificare il muscolo orbicolare delle palpebre.
L’intervento di Blefaroplastica dinamica non ablativa si effettua eliminando i corneociti per sublimazione. Ricordiamo che per sublimazione si intende il passaggio diretto dallo stato solido a quello gassoso o aeriforme.
Si opera intervenendo mediante piccoli spot effettuati con un Plexr ciascuno di 500 micron distanziati tra loro per consentire, appena terminata la seduta, la perfetta plasticità del movimento palpebrale.

Ciascuno di questi spot, sublima i corneociti superficiali senza coinvolgere la lamina basale e senza causare sanguinamento e, cosa più importante senza causare alcun danno necrotico ai tessuti circostanti e sottostanti.

In questo caso sono state trattate più pliche palpebrali in un paziente di sesso maschile, cercando di attenuare al massimo le rughe periorbitarie, senza tuttavia eliminarle totalmente per evitare l’effetto “rifatto” .
Il trattamento è stato volutamente effettuato in quattro sedute al fine di non “dare nell’occhio” consentendo la prosecuzione dell’attività lavorativa, il giorno stesso delle sedute.
La parte trattata, circa un centimetro quadrato, facilmente intuibile del colorito roseo del canto esterno della palpebra superiore, è stata scelta in quanto permetteva sia il lifting delle rughe periorbitarie sia la blefaroplastica superiore.
Questo effetto non è ottenibile con la blefaroplastica tradizionale ed è un ulteriore motivo a favore della blefaroplastica non ablativa.
Come per tutti gli interventi di Blefaroplastica non ablativa, non si hanno cicatrici o asimmetrie, il colorito rosato della parte trattata, visibile al controllo effettuato 28 giorni dopo, si normalizza nei giorni successivi e, come evidente dalle foto, non si ha abbassamento del sopracciglio che conferirebbe il classico aspetto triste dello sguardo classico del post blefaro tradizionale.
Un ulteriore vantaggio è quello di non causare mai lagoftalmo o quell’eccessiva apertura degli occhi che da allo sguardo quell’aspetto “spiritato”.


La parte man mano che viene trattata dà già l’idea del risultato finale.
Infatti, appena terminato il trattamento, il paziente vede il risultato ottenuto e può riprendere immediatamente la propria attività.
L’operatore dovrà appoggiarsi sempre su un piano osseo per minimizzare eventuali movimenti repentini del paziente, intervenire sempre su piccole aree formando dei puntini disposti a triangolo ed intervallati l’un l’altro da una distanza uguale alla dimensione del punto di sublimazione fatto con il Plexr.
Dovrà alternare le aree trattate per permettere lo smaltimento dei vapori di sublimazione, utilizzare un aspiratore di fumi, far tenere sempre chiusi gli occhi al paziente, farli aprire e chiudere di tanto in tanto per valutare i punti di cute da trattare.
Ogni punto dovrà essere trattato con un solo spot per evitare di coinvolgere lo strato papillare del derma.

In questo modo, oltre ad eliminare i corneociti, otterremo un effetto lifting che farà attenuare fino a far sparire le piccole rughe periorbitarie(zampe di gallina).

Se possibile si cercherà di evitare l’uso di anestetici topici, anche se i tessuti perioculari sono particolarmente sensibili e richiedono una estrema delicatezza di intervento.
Naturalmente si procederà trattando le altre pliche di tessuto eccedente che si osservano al di sopra delle ciglia e sul canto nasale della palpebra superiore.
Ogni tanto si deve invitare il paziente ad aprire l’occhio per evidenziare le parti non trattate che altrimenti non sarebbero visibili, per ottenere un risultato esteticamente ottimale evidenziato dalla estrema naturalezza dello sguardo. Il risultato a tre mesi dalla seduta è eccellente e senza alcuna cicatrice o retrazione.
Non c’è alcun segno che possa far pensare che sia stato fatto un trattamento di blefaroplastica.
La paziente e stata felice di non aver avuto disagio nel post intervento se non un lieve gonfiore il giorno successivo.
Per evitare anche questo, consiglio di effettuare la blefaroplastica in più sedute.
In questo modo non si avrà nessun gonfiore e si potrà, da subito, uscendo dallo studio del medico, riprende la propria attività.

Una seduta tipo, dura al massimo dieci minuti e le crosticine puntiformi di meno di un millimetro cadranno dopo circa tre o, al massimo, sette giorni.

Oggi, finalmente, possiamo affermare che la Blefaroplastica Dinamica non Ablativa per Sublimazione, è sicuramente superiore alla chirurgia classica sia per lo splendido effetto estetico e funzionale, sia per l’azzeramento del disagio del paziente rispetto ai rischi e ai costi di intervento. La Blefaroplastica in Chirurgia non ablativa ha come obiettivo quello di evitare di incidere o tagliare la cute, evitare anestesie con ago e siringa, evitare punti di sutura, evitare l'uso di cerotti e ridurre al minimo il disagio del Paziente e il rischio professionale del Chirurgo.
Questa è una nuova branca della Medicina e della Chirurgia Estetica ideata, sviluppata e ogni giorno perfezionata dal prof. Giorgio Fippi e dai Medici Specialisti che lo aiutano a ottimizzare ogni tipo di intervento ciascuno adattando la tecnica alla propria branca.
E' stata perfezionata grazie alla evoluzione tecnologica al fine di evitare i rischi e le complicanze connessi agli interventi condotti con le tecniche tradizionali.
Purtroppo, talvolta è praticata con apparecchi obsoleti o, ancor peggio, spacciati per essere idonei alla Chirurgia non Ablativa come laser, folgoratori, radiobisturi e felc. che non sono idonei  a questa metodica.
Attenzione: 
1) Il medico che pratica la vera Blefaroplastica non Ablativa non inietta mai anestetici.
2) Non deve mai far applicare creme di qualsiasi tipo sulla parte nei giorni successivi (esclusa quella anestetica mezzora prima del trattamento).
3) Deve utilizzare il Plexr e non altri strumenti con i quali può fare ciò che vuole ma non affermare di eseguire la mia Blefaro non Ablativa (parlasse della sua blefaro non della Nostra).
4) Deve far attenere il paziente alle regole qui sotto riportate validate da anni di esperienza.
5) Deve trattare solo un terzo della superficie di ciascuna palpebra durante la seduta.
6) Deve eseguire dei punti di sublimazione molto ravvicinati creando piccolissime aree contigue ma non a contatto.
7) Deve sempre fare un test per verificare la sensibilità palpebrale e verificare la capacità del paziente di seguire scrupolosamente le indicazioni per i giorni successivi.
8) Non deve mai rimuovere con garza o cotone i depositi carboniosi della sublimazione.
9) Deve studiare attentamente le asimmetrie dei due occhi e stabilire le linee di accorciamento da realizzare.
10) Non deve mai proporre al paziente una seduta doppia, deve eseguire le sedute con un intervallo minimo di 28 giorni.
Prima della Blefaroplastica non Ablativa con la Chirurgia al Plasma che, grazie alla sublimazione dei corneociti ci permette di accorciare la cute, aumentandone lo spessore, insegnavo la blefaroplastica semi ablativa in Soft Surgery mediante Felc, oggi completamente abbandonata, asportando una parte di cute della palpebra, lasciando una parte sana che si comportava da punto di sutura.
La seduta successiva si asportavano i punti lasciati durante il primo intervento per completare l'opera.
Era comunque una CHIRURGIA ABLATIVA per il fatto che si bruciava, eliminandola, una parte di tessuto con le ovvie conseguenze di un intervento che, se condotto in modo improprio, non era indenne da pericoli.
Inoltre non si poteva utilizzare in presenza di capillari dilatati della palpebra, (ho sempre sconsigliato di utilizzare il FELC su tessuto vascolarizzato per il sanguinamento che può provocare).
Inoltre non potevamo intervenire sulla palpebra inferiore per i rischi connessi alla metodica Ablativa del Felc (si sarebbe dovuto asportare una parte si e una no della palpebra inferiore causando dei fori e delle perdite di tessuto).
Con la Chirurgia Non Ablativa del Plexr, si agisce sia sulla palpebra inferiore sia su quella superiore anche in presenza di vasi ectasici (capillari).
Infatti il PLEXR agisce anche su angiomi e neoformazioni vascolari, sublimando i soli corneociti, e non sconfinando nel derma (dove sono i vasi), non causa sanguinamento.
Non avendo filo elettrico attaccato alla rete o al manipolo evita qualsiasi coinvolgimento del nervo ottico.
Con il Plexer ho evitato le complicanze dei Laser, del mio stesso Felc, dei Radiobisturi e degli HiFregator che come noto coinvolgono i tessuti dermici che devono potersi accorciare senza danni e poter realizzare tutti gli interventi di Chirurgia Non Ablativa del prof Fippi.
Per maggiori informazioni http://www.chirurgianonablativa.it/ -  http://www.fippi.net/  - http://www.simecna.it/  - http://www.felc.it/ 
La Blefaroplastica Dinamica non Ablativa.
Blefaroplastica senza intervento chirurgico?
Oggi è possibile.
Molte persone affette da quell’eccesso di pelle alle palpebre che conferisce allo sguardo un’aria stanca e “datata”, evitano di affrontare l’intervento di blefaroplastica per paura sia di affrontare una anestesia sia di andare incontro alle possibili complicanze conseguenti all’intervento tradizionale.
Dalle più banali “orecchie di cane”, alla asimmetria tra i due occhi, alle cicatrici ipertrofiche e cheloidi fino al lagoftalmo e ai danni irreversibili al visus, come riferito dalla stampa nazionale e estera degli ultimi giorni.
(foto 1 – eccesso di cute) (foto 2 – risultato a 28 giorni)
La radiofrequenza del radiobisturi, trova un percorso preferenziale nel nervo ottico per scaricare verso l’elettrodo di massa, la luce del laser (diffusa, diffratta, riflessa, condotta e assorbita) non è certamente meno rischiosa.
La blefaroplastica non ablativa, come dice lo stesso nome, non ricorre al bisturi o al laser per rimuovere la cute in eccesso, evitando così tutti i rischi dell’intervento tradizionale.
Questa tecnica di Blefaroplastica viene definita “Dinamica” in quanto permette all’operatore di invitare il paziente ad aprire e chiudere gli occhi durante il trattamento, mettendo così in evidenza le pliche di cute ancora da trattare.
Questa tecnica di Blefaroplastica viene definita “non ablativa” in quanto si effettua senza incidere, senza asportare cute in eccesso, senza asportare grasso e senza modificare il muscolo orbicolare delle palpebre.
L’intervento di Blefaroplastica dinamica non ablativa si effettua eliminando i corneociti per sublimazione.
Ricordiamo che per sublimazione si intende il passaggio diretto dallo stato solido a quello gassoso o aeriforme.
Si opera intervenendo mediante piccoli spot effettuati con un Plexr ciascuno di 500 micron distanziati tra loro per consentire, appena terminata la seduta, la perfetta plasticità del movimento palpebrale.
Ciascuno di questi spot, sublima i corneociti superficiali senza coinvolgere la lamina basale e senza causare sanguinamento e, cosa più importante senza causare alcun danno necrotico ai tessuti circostanti e sottostanti.

Una seduta tipo, dura al massimo dieci minuti e le crosticine puntiformi di meno di un millimetro cadranno dopo circa tre o, al massimo, sette giorni.

Oggi, finalmente, possiamo affermare che la Blefaroplastica Dinamica non Ablativa per Sublimazione, è sicuramente superiore alla chirurgia classica sia per lo splendido effetto estetico e funzionale, sia per l’azzeramento del disagio del paziente rispetto ai rischi e ai costi di intervento.

 

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