Blefaroplastica non Ablativa

Senza aghi, senza punti, senza incisioni e senza dolore


Acne in fase attiva e dei postumi cicatriziali.  http://www.fippi.net

Una innovazione nel Trattamento dell’Acne in fase attiva e dei postumi cicatriziali. 
  IL "METODO FIPPI"
Il Paziente non deve, nel caso dell'acne attiva o delle cicatrici post acneiche, applicare creme o prodotti anestetici che risulterebbero inutili vista la sensazione particolare e indolore indotta dalla sublimazione. 
Il problema dei pazienti affetti da vari tipi di acne, è stato affrontato in modo totalmente diverso dal tradizionale.
Infatti sono arcinote le ricadute che si ripresentano alla sospensione della terapia farmacologica sia topica che sistemica.
L’idea, è venuta dall'osservazione della comparsa, sempre nello stesso punto del viso, di un foruncolo "sentinella“ in alcune pazienti pochi giorni prima del ciclo.
Per verificare se l'idea che stava prendendo corpo, fosse corretta, è stato chiesto a tutte le pazienti affette da "foruncolo sentinella" di sottoporsi al trattamento con FELC CATODICO del dotto pilo sebaceo sospettato di essere la causa del problema.
I risultati confermarono l’ipotesi.  Infatti, nei mesi successivi, le stesse pazienti riferivano la totale scomparsa, nella zona trattata, di qualsiasi manifestazione acneica nel periodo premestruale.
Successivamente, questo trattamento è stato applicato a tutti i pazienti affetti da alcuni tipi di acne, sia maschi che femmine, controllando i risultati clinici, confrontando le foto digitali seriate nel tempo, con la foto iniziale sfruttando la sovrapposizione per trasparenza delle foto utilizzando punti di repere.

Naturalmente è stato sospeso qualsiasi trattamento sia cosmetico sia farmacologico al fine di evitare falsi positivi.
Anche in questo caso i risultati hanno confermato l’ipotesi.
Infatti, anche se i pazienti nelle sedute successive presentavano ancora delle formazioni acneiche, queste non si sviluppavano mai sulle aree trattate in precedenza.
A questo punto, per verificare l’efficacia del trattamento su centinaia di pazienti, sono stati coinvolti tutti i Medici del Gruppo della Chirurgia non Ablativa sia dermatologi sia di altre discipline specialistiche.
Il risultato è stato entusiasmante, oltre che per i notevoli risultati ottenuti, anche per il risvolto psicologico delle persone trattate.
Con questa tecnica si possono trattare sia i comedoni aperti che quelli chiusi, effettuando una vera e propria plastica del follicolo pilo-sebaceo deformato dal processo acneico.
Se il dotto del follicolo pilifero della ghiandola sebacea si ostruisce a causa di una eccessiva cheratinizzazione, il sebo, non potendo uscire, ristagna dando luogo a delle microcisti che possono infiammarsi o infettarsi.
L’assunzione di particolari alimenti, la ritenzione idrica premestruale, la variazione idro salina del sudore e del sebo indotta da stress psichici o fisici, l’utilizzo di cosmetici ad effetto occlusivo, aggravano il quadro clinico favorendo la formazione delle pustole acneiche. 
Per impedire tutto questo, dovremo trattare lo sbocco di ciascun follicolo malato.
Con il FELC CATODICO, per ottenere il massimo risultato, bisogna sfiorare il tessuto, evitando il contatto con la parte, per consentire la formazione del plasma(gas ionizzati) che provocherà la sublimazione dello strato corneo superficiale senza coinvolgere i tessuti sottostanti.Per eliminare definitivamente la possibile formazione di nuovi comedoni dovremo bonificare tutta la zona in cui si formano le pustole acneiche.

Le micro cisti sebacee, i milia e i comedoni dovranno essere trattati solo facendo sublimare la membrana soprastante la raccolta di sebo mentre, le pustole attive, dovranno essere trattate allo stesso modo, ma intervenendo solo sulla corona circolare virtuale che delimita la parte gialla della pustola, dall’area arrossata circostante.Così facendo saremo sicuri di aver eliminato il danno anatomico del dotto pilo sebaceo alterato che continuando a trattenere il sebo e lasciando evaporare la parte acquosa del sudore prodotto, realizza quella raccolta di materiale  che, se successivamente colonizzata, forma la pustola acneica.

Il protocollo prevede che, in caso di acne attiva, dopo una visita accurata, venga effettuato un test su una piccola area per valutare sia la compliance del paziente sia la risposta cutanea al trattamento.
Dopo sette giorni verificata la soddisfazione del paziente e la durata del rossore (da due ore a sei giorni), in base alle esigenze dettate dalla vita di relazione del paziente, si opta per trattare tutta la parte ogni sette giorni o trattare piccole aree consentendo, se necessario, la ripresa lavorativa subito dopo il trattamento avendo l’accortezza di applicare sulla parte del fondotinta. 
Un capitolo a parte riguarda le cicatrici post acneiche o da varicella.
Queste devono essere trattate come se stessimo facendo un bassorilievo, trattando quindi punti non contigui per consentire l’effetto cerniera delle piccolissime crosticine puntiformi. Queste, se troppo ravvicinate, potrebbero creare una crosta unica che potrebbe fratturarsi, creando una lesione e se troppo profonde potrebbero creare esse stesse delle depressioni. 
Nel caso delle cicatrici post acneiche si deve trattare prima la cute dei margini per consentire al fondo della cicatrice di salire verso l’alto, quindi, le mamellonature tra le cicatrici depresse, senza toccare in alcun modo il fondo delle cicatrici stesse.
Per analogia, dovremo trattare solo i dossi e non le cunette con la tecnica per punti staccati che è l’unica che favorisce l’accorciamento cutaneo.Particolare attenzione deve sempre essere posta a non ferire inavvertitamente con il puntale, la cute del paziente ed evitare nel modo più assoluto di coinvolgere il fondo della cicatrice(la cunetta di cui sopra)
 
In caso di cicatrici molto depresse, è sempre consigliabile trattare i margini e le aree in plus in più sedute, con un intervallo di ventotto giorni tra le sedute, permettendo la risalita del fondo.

Anche trattando cicatrici post acneiche in soggetti di colore non si sono mai avute discromie dovute al trattamento.
 
Il protocollo per il trattamento delle cicatrici post acneiche e da varicella prevede un test su una metà di una cicatrice particolarmente profonda per poter verificare quanto sia migliorata la parte trattata dopo i fatidici ventotto giorni e poter stabilire le sedute necessarie a quel paziente. 

Le sedute dovranno essere sempre distanziate di ventotto giorni, e la parte trattata, una volta cadute le piccole croste che si formano sui singoli spot del Plexr (dai tre ai sette giorni), dovrà essere protetta dalla luce in modo adeguato.

Sito web gratis da Beepworld
 
L'autore di questa pagina è responsabile per il contenuto in modo esclusivo!
Per contattarlo utilizza questo form!